Ferrara

Ferrara Film Commission, Associazione Culturale di Promozione Sociale, attiva sul territorio ferrarese da tre anni , che si occupa di Cinema e di cultura cinematografica, propone agli istituti di I e II grado di Ferrara la proiezione dei film ” La Neve nel Bicchiere” e ” I Lunghi Giorni della Vendetta“, del regista ferrarese Florestano Vancini.

Ferrara Film Commission intende ricordare il regista ferrarese, uno dei più importanti del ‘900, nel decennale dalla morte, portando alcuni dei suoi film all’attenzione delle nuove generazioni.

Le proiezioni sono gratuite e fino ad esaurimento posti, e si terranno presso la Sala Boldini, via Gaetano Previati 18, Ferrara, la mattina di martedì 13 ( La neve nel bicchiere) e di martedì 20 novembre 2018 (I lunghi giorni della vendetta) , alle ore 10.00 con ingresso in sala dalle 9.30.

Le proiezioni saranno introdotte da Paolo Micalizzi, critico cinematografico, storico del Cinema, presidente onorario FFC.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni chiamare il 349 360 7852 / 335 1363928


PROIEZIONE CINEMATOGRAFICA PER LE SCUOLE SECONDARIE

In occasione dell’80° anniversario della promulgazione delle leggi razziali in Italia

1938 – QUANDO SCOPRIMMO DI NON ESSERE PIU’ ITALIANI

Regia di Pietro Suber

GIOVEDì 29 NOVEMBRE

ORE 9

CINEMA S. SPIRITO (via Della Resistenza 7, Ferrara)

Prezzo d’ingresso: 4 euro (ingresso gratuito per gli insegnanti accompagnatori e studenti con handicap)

Gli insegnanti sono pregati di prenotare la partecipazione delle classi il più presto possibile e comunque entro e non oltre giovedì 22 novembre inviando una e-mail (agiscuola@cineweb-er.com) o telefonando ad Agiscuola Emilia Romagna (051/254582, int. 6 Sara Bovoli dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13, il lunedì anche dalle ore 14 alle 15).

Una volta verificata la disponibilità dei posti e concordata la partecipazione va inviata una e-mail indicando le classi, il numero degli studenti che le compongono e il numero di docenti accompagnatori.

La proiezione sarà confermata al raggiungimento di almeno 150 adesioni; alle classi iscritte sarà perciò inviata una email di conferma o disdetta nei termini previsti.

La somma totale per classe va raccolta anticipatamente e versata alla cassa il giorno della proiezione (gli eventuali assenti non pagano).

E’ necessario quindi che le classi arrivino con qualche minuto d’anticipo.

In caso di ritardo o disdette dell’ultimo minuto, contattare direttamente il cinema (Tel. 0532/200181).

1938 – QUANDO SCOPRIMMO DI NON ESSERE PIU’ ITALIANI, regia Pietro Suber

Documentario – Italia, 2018, durata 78 minuti.

Le conseguenze delle leggi razziali e la persecuzione degli ebrei sotto il fascismo raccontata dagli ultimi testimoni (vittime e persecutori), documenti, straordinarie immagini d’archivio.

Il film documentario ricostruisce le vicende che portarono dalle leggi antiebraiche alla deportazione degli ebrei italiani (1943-1945) attraverso cinque storie raccontate in gran parte dai diretti protagonisti. A iniziare da quella di una famiglia di ebrei fascisti (la famiglia Ovazza) massacrata sul Lago Maggiore nell’autunno del 1943, alla storia di un ebreo del Ghetto di Roma, il mitico ‘Moretto’, che decise di lottare contro la persecuzione e che riuscì a salvarsi flirtando con la nipote di un collaborazionista fascista. Fino a quella di Franco Schonheit e dei suoi genitori, tutti sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti. Poi la vicenda di una ebrea di Fiume che si salvò nascondendosi presso la casa di un incisore del Vaticano, e infine la storia di una famiglia di presunti delatori fascisti accusati di aver denunciato i vicini ebrei ai tedeschi.

A parlare infatti non sono solo le vittime, i perseguitati ma anche i cosiddetti persecutori. Con loro gli altri testimoni, cioè quella stragrande maggioranza di italiani che non aderì alle leggi razziali, ma neppure vi si oppose.

Il racconto, che si snoda oltre alle testimonianze attraverso preziose immagini d’archivio e una mole di documenti d’epoca pubblici e privati, si conclude con il tema della memoria delle leggi razziali, di cosa e rimasto oggi di uno dei periodi più oscuri della recente storia italiana, con un viaggio tra i movimenti giovanili di estrema destra e la vicenda delle strade ancora intestate, a 80 anni di distanza, ai firmatari (o presunti tali) del Manifesto della Razza, da cui scaturirono le leggi razziste.

In questo 2018 si celebra l’80⁰ anniversario delle leggi razziali. Di fatto una delle ultime occasioni collettive per raccogliere testimonianze dirette su cosa accadde nel nostro Paese dal 1938 al ’45. Con l’intento anche di spiegare come questi provvedimenti abbiano influenzato in seguito la nostra storia, il nostro vivere.

Un documentario dalle molteplici valenze che ci ricorda che il virus del razzismo non ha smesso di diffondersi.


PROIEZIONE CINEMATOGRAFICA PER LE SCUOLE SECONDARIE DI 2° GRADO (TRIENNIO)

ZEN SUL GHIACCIO SOTTILE

Regia di Marghierita Ferri

GIOVEDì 13 DICEMBRE

ORE 10.30

CINEMA BOLDINI (via Previati 18, Ferrara)

Prezzo d’ingresso: 4 euro (ingresso gratuito per gli insegnanti accompagnatori e studenti con handicap)

Gli insegnanti sono pregati di prenotare la partecipazione delle classi il più presto possibile e comunque entro e non oltre giovedì 6 dicembre inviando una e-mail (agiscuola@cineweb-er.com) o telefonando ad Agiscuola Emilia Romagna (051/254582, int. 6 Sara Bovoli dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13, il lunedì anche dalle ore 14 alle 15).

Una volta verificata la disponibilità dei posti e concordata la partecipazione va inviata una e-mail indicando le classi, il numero degli studenti che le compongono e il numero di docenti accompagnatori.

La proiezione sarà confermata al raggiungimento di almeno 150 adesioni; alle classi iscritte sarà perciò inviata una email di conferma o disdetta nei termini previsti.

La somma totale per classe va raccolta anticipatamente e versata alla cassa il giorno della proiezione (gli eventuali assenti non pagano).

E’ necessario quindi che le classi arrivino con qualche minuto d’anticipo.

In caso di ritardo o disdette dell’ultimo minuto, contattare direttamente il cinema (Boldini Telefono: 0532 247050)

Temi: adolescenza, bullismo, identità

DURATA: 87 MINUTI

ZEN SUL GHIACCIO SOTTILE – Sinossi

Maia, detta ZEN, è una sedicenne irrequieta e solitaria che vive in un piccolo paese dell’Appennino emiliano. È l’unica femmina della squadra di hockey locale e i suoi compagni non perdono occasione di bullizzarla per il suo essere maschiaccio.

Quando Vanessa – l’intrigante e confusa fidanzata di un giocatore della squadra – scappa di casa e si nasconde nel rifugio della madre di Maia, tra le due nasce un legame e Maia riesce per la prima volta a confidare a qualcuno i dubbi sulla propria identità.

Entrambe spinte dal bisogno di uscire dai ruoli che la piccola comunità le ha forzate a interpretare, Maia e Vanessa iniziano così un percorso alla ricerca della propria identità e sessualità, liquide e inquiete come solo l’adolescenza sa essere.

Nota di regia

Zen sul ghiaccio sottile è una storia di formazione, che segue il percorso emotivo di Maia, detta Zen: un’adolescente in conflitto con la propria identità di genere, per questo incompresa e bullizzata dai propri coetanei.

Anche se non ho mai giocato a hockey, i turbamenti di Maia e Vanessa sono parte della mia storia personale. L’inquietudine del sapersi “diversi”, la magia di essere attratti da una persona del proprio genere senza sapere cosa stia succedendo o nemmeno dare un nome a quel sentimento, il desiderio di essere visti e accettati per quello che si è: queste emozioni sono state l’essenza della mia vita da adolescente e oggi lo sono del film.

Come regista, mi è sempre interessato dare vita e centralità a personaggi come Maia, che vivono ai margini delle proprie comunità. Zen sul ghiaccio sottile parla proprio del fragile confine tra il voler appartenere a un gruppo e l’essere sé stessi senza condizionamenti. Il film, infatti, racconta il disagio e le lotte che deve affrontare chi non si conforma ai ruoli di genere e all’eteronormatività imposta dalla nostra società.

Ho cercato di raccontare la storia di Maia giustapponendo le sue emozioni al paesaggio dell’Appennino Emiliano, bellissimo e dimenticato. Ho voluto esplorare la relazione tra la produzione del paesaggio e l’identità di chi vive quei territori, lavorando sull’idea di paesaggio emotivo: uno strumento per stimolare lo spettatore visivamente e accompagnarlo nella dimensione più profonda dei personaggi.

Volevo fare un film radicato nella comunità LGBT+ e nei nostri territori, ma con l’obiettivo di condurre il pubblico in quel cammino universale che porta alla scoperta di sé stessi, negli anni inquieti dell’adolescenza. Margherita Ferri

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