Agiscuola Emilia Romagna

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Agiscuola Emilia Romagna ha come finalità la promozione della cultura cinematografica nelle scuole

L’attività principale di Agiscuola Emilia Romagna riguarda l’organizzazione di mattinate per le classi dell’intera regione, nei cinema della loro città.

L’ufficio di Bologna è a disposizione gratuita di tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado.

Gli studenti sono coinvolti nella visione dei film di particolare interesse didattico.
Ciò prevede la programmazione di film in prima visione ma anche delle stagioni passate e di cineteca, in tutti i casi ad un prezzo contenuto.

In occasione delle mattinate vengono distribuite ai docenti schede critiche con spunti di riflessione, che rappresentano un utile strumento di lavoro.

Il progetto è sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna.

Agis

“Non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza,

scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima.”

Ingmar Bergman

Un insegnamento che ormai è stato ben compreso è che le immagini sono un medium fondamentale: il profluvio di foto, video e sharing diffusi in rete ci ha consentito di volare, viaggiare, evadere, sospendere il giudizio in un husserliano epoche’, necessario per affrontare paura e incognite.

Ancora di più e mai come in questi due ultimi anni segnati dalla pandemia.

Il cinema, in senso “classico” ha una storia lontana, dal remoto 1891, quando Thomas Edison e l’ingegnere elettrico William Dickson, presentarono in pubblico il primo film della storia del cinema, Dickson greeting. Utilizzando una pellicola flessibile di celluloide rivestita di sostanza fotosensibile, Edison e Dickson creano quello che diventerà vent’anni più tardi il formato standard internazionale per la proiezione dei film, rendendo possibile la registrazione del movimento e la sua restituzione proiettata, attraverso il susseguirsi di 16 fotogrammi al secondo (oggi 24).

A distanza di 130 anni il cinema continua ad essere un potente strumento espressivo che permette di immergerci in racconti intensi, contribuendo a tenere insieme emozioni forti e riflessioni esistenziali, per sostenerci nel vivere al meglio la densità dei nostri vissuti.

Nel corso degli anni il cinema si è più volte rinnovato e ora più che mai viviamo in un mash up di pay tv, abbonamenti, anticipazioni del grande schermo sul piccolo, serie tv che ci rendono dimentichi e bulimici.

Ciò dimostra la pervasività delle arti visive, che, per comodità e tecnicismo distinguiamo, ma che sono per ciascuno studente delle nostre scuole un potente e apparentemente semplice mezzo di comunicazione. Agli operatori della scuola spetta lavorare sulla comprensione del mezzo per avere strumenti nuovi e forme originali di comunicazione e di apprendimento.

Il passato ci insegna che si ricostruisce con modalità nuove. Pensiamo agli studi cinematografici di Cinecittà danneggiati dalla Guerra, riemersi come l’Araba fenice dalle polveri, sfruttando le risorse disponibili, passando dalla produzione nei teatri di posa alle strade e alle campagne, luoghi dai quali partire per riprendere con la specificità del mezzo filmico il racconto di storie nuove e spesso drammatiche.

Dopo le chiusure forzate imposte dai ripetuti lockdown, confidiamo in una “rigenerazione” che usi le arti visive, mostrandoci “prime visioni”, diverse e nuove, aprendo spazi per rinnovate domande, lasciandoci scegliere le risposte nei finali aperti, tornando ad offrirci capolavori.

La scuola ha saputo e saprà ancora meglio attrezzarsi per comprendere la trasversalità del mezzo. La Legge n. 220 del 2016 “Disciplina del cinema e dell’audiovisivo”, in attuazione della Legge 107/2015, ha avviato il Piano Nazionale di educazione all’immagine “Cinema per la scuola”, nato dalla collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione e il Ministero della Cultura, per introdurre il linguaggio cinematografico e audiovisivo, nelle scuole di ogni ordine e grado, come strumento educativo in grado di facilitare l’apprendimento ed essere utilizzato trasversalmente nei percorsi curriculari.

Nell’accezione ampia di cinema come arte visiva, le scuole possono scoprire percorsi curricolari di apprendimento inusuali che recuperino con forza il vissuto degli studenti, partendo dai loro centri di interesse che, come Decroly ci insegna, concentrano l’insegnamento intorno ad argomenti che sono stimolanti per gli studenti e che rispondono alle loro esigenze di base.

Aiutiamo anche con il cinema i nostri ragazzi, talora persi e disorientati dagli accadimenti recenti. Usiamo le connessioni possibili con i loro mondi, pervasi dall’immagine, facciamo della visione un’alleata per nuovi orizzonti relazionali comunicativi e cognitivi. La sfida è quella di guardare e di insegnare a guardare con occhio attento e critico quel flusso che tende a travolgerci con immagini, suoni e informazioni, a navigare il canale senza naufragare, a pescare quello che ci è utile.

In questo quadro, con la ripresa della scuola, ritengo che una delle scelte giuste da compiere per accompagnare lo studio dei nostri studenti durante l’anno, sia quella di continuare ad adottare il cinema quale ulteriore stimolo per supportare il processo di apprendimento, con il fine ultimo di contribuire alla realizzazione di un pubblico giovanile che abbia le competenze di spettatore con senso critico.

Questo l’auspicio che, nella collaborazione con Agiscuola e nella rinnovata relazione con le scuole, mi permetto di proporre.

Bruno E. Di Palma

Vice Direttore Generale

Ufficio Scolastico Regionale

per l’Emilia-Romagna